EMISSIONI DI AMMONIACA TRA LE PIÙ PERICOLOSE. LA CAUSA SONO GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI



Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia Ambientale Europea nel Report 2020 “Air Quality in UE”, In Italia nel 2018 sono state oltre 59.000 le morti premature riconducibili all’inquinamento atmosferico da PM2.5.

Lo smog continua ad attanagliare le nostre città, mettendo in grave pericolo la salute dei cittadini: l’inquinamento atmosferico, infatti, è responsabile dell’insorgenza di malattie respiratorie e cardiovascolari, tutte condizioni che aumentano la gravità e mortalità del Covid 19.

Serve una netta accelerata sulla riduzione degli inquinanti atmosferici ed in particolare dell’ammoniaca che, tra tutti, è quello che ha registrato la minore riduzione.

Sapete da dove provengono le emissioni di ammoniaca? Principalmente dagli allevamenti intensivi. L’ammoniaca è la sostanza da cui deriva il particolato che si infila nei nostri polmoni. E nella mia terra, la Lombardia (una delle regioni più inquinate d’Europa), le emissioni di ammoniaca derivano all’85% dagli allevamenti intensivi.

L’aria nelle città è letteralmente irrespirabile da anni, eppure troppo poco è stato fatto per contrastare le emissioni del settore zootecnico. Da dove partire quindi?

Ridurre il numero degli animali allevati e favorire una transizione verso un modello di allevamento estensivo e sostenibile. Chiudere il rubinetto dei finanziamenti della PAC agli allevamenti intensivi dannosi sotto ogni punto di vista.

Sia la Commissione UE che l’Agenzia Europea per l’Ambiente hanno confermato le mie preoccupazioni sulla sostenibilità del nostro sistema alimentare. La Commissione ha inoltre aggiunto che la riduzione dell'ammoniaca deve essere una priorità della Politica Agricola Comune (PAC) e che nella imminente revisione della Direttiva sulle emissioni industriali sta considerando di includere le emissioni dal bestiame (al momento sono incluse nella Direttiva solo quelle da maiali e pollame).

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