LA MIA INTERVISTA A IL SALVAGENTE SUI NUOVI OGM



Qual è la differenza tra vecchi e nuovi OGM?

La differenza tra vecchi e nuovi OGM sta nel metodo usato per ottenere la varietà modificata. I vecchi OGM sono ottenuti inserendo nel DNA delle specie da modificare geni di altre specie, un metodo detto “transgenesi”. I nuovi OGM, invece, permettono di modificare il DNA senza inserimenti esterni attraverso il taglio del DNA che porta a mettere fuori uso particolari geni bersaglio mediante l’inserimento di volute mutazioni direttamente nel bersaglio, secondo il metodo conosciuto come “mutagenesi”, oppure sostituire il gene bersaglio con una differente versione genica, derivata dalla stessa specie o da una specie affine, la cosiddetta “cisgenesi”. La tecnica più diffusa è la Crispr-Cas9, inventata nel 2012.

· Su quali ragioni si fonda la sua posizione – condivisa con i Verdi Europei – di chiusura verso la nuova generazione di OGM?

I sostenitori della nuova generazione di OGM sostengono che, al termine delle complesse procedure di laboratorio con cui gli organismi vengono modificati, nel loro DNA non resti alcuna traccia della manipolazione genetica e perciò non ci sarebbe nessuna differenza tra una mutazione che avviene normalmente in natura e la mutazione introdotta con l’editing genetico. Sarebbe una bella favola così raccontata! Peccato però che spesso causano una vasta gamma di cambiamenti genetici non intenzionali. Non esiste al momento una valutazione sufficientemente completa di questi effetti indesiderati e dei rischi associati alle nuove tecniche di editing genetico. Data questa incertezza, è quanto mai urgente applicare il principio di precauzione.

Mi preme inoltre sottolineare che i promotori degli OGM tradizionali sostenevano che gli OGM avrebbero reso le piante più resistenti alle malattie, alle condizioni ambientali, ai pesticidi e agli effetti del cambiamento climatico in generale. Tuttavia questo assunto si è rivelato falso e, anzi, assistiamo oggi ad un aumento della vendita di pesticidi e della resistenza agli stessi da parte delle piante OGM, il che costringe ad utilizzare sempre più pesticidi, creando un circolo vizioso. Ora i fautori dei nuovi OGM ripropongono le stesse infondate argomentazioni.

· Secondo la Commissione europea la vecchia legislazione sugli organismi geneticamente modificati non è adatta ai recenti sviluppi tecnologici, mentre Lei ritiene il contrario. Per quale motivo?

Ritengo che le nuove tecniche di “gene editing” devono sottostare alla stessa legislazione degli OGM tradizionali perché, come dicevo prima, ci sono troppe incertezze sugli effetti indesiderati e non controllabili di queste nuove tecniche. È pertanto quanto mai necessario che i nuovi OGM siano controllati e regolamentati.

Sottrarre i nuovi OGM dall’attuale legislazione europea sugli OGM significa che non verranno etichettati come tali e i consumatori non sapranno se i prodotti che scelgono di mangiare sono ottenuti dalle nuove tecniche genomiche. Una violazione gravissima del diritto all’informazione del consumatore, soprattutto alla luce del fatto che secondo un sondaggio di opinione pubblica sull'etichettatura delle colture OGM commissionato dal gruppo politico dei Verdi, la stragrande maggioranza degli europei (86%) vuole che gli alimenti geneticamente modificati siano etichettati come tali, indipendentemente dalla tecnica utilizzata per la modifica genetica. Trovo ancora più sconcertante che solo il 40% degli intervistati ha sentito parlare di nuove tecniche OGM, eppure i consumatori rischiano di acquistare prodotti ottenuti da tali tecniche, pur non avendone mai sentito parlare.

· Quali sono invece le obiezioni che muove alla procedura di autorizzazione europea agli ogm?

La Commissione Europea continua ad approvare prodotti geneticamente modificati nonostante le continue obiezioni del Parlamento Europeo, in barba ai principi di democrazia, visto che il PE è l’unico organo europeo democraticamente eletto. Non solo: sempre più Stati Membri non supportano la Commissione europea nell’approvazione degli OGM. La coltivazione di alcuni OGM causa danni ambientali nei Paesi produttori. Basti pensare che la coltivazione della soia OGM è uno dei principali fattori di deforestazione nel mondo, in particolare nella foresta Amazzonica e in Sud America dove ben il 97% e il 100% della soia coltivata rispettivamente in Brasile e in Argentina è geneticamente modificata. La maggior parte è utilizzata come mangime per animali che spesso finisce negli allevamenti intensivi e industriali, che sono tra i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico.

Inoltre, non abbiamo ad oggi una valutazione degli erbicidi tolleranti agli OGM e i loro residui. Questo lascia un gap importante nella valutazione degli OGM, soprattutto considerando che l’erbicida glufosinate è tossico per la riproduzione. Manca anche una valutazione della tossicità dei Bt toxins espresso dalle piante OGM per uccidere gli insetti nocivi. L’EFSA effettua solo delle valutazioni dei Bt toxins isolati, che sono in genere 20 volte meno tossici di quelli espressi nelle piante.

· Junker aveva promesso una modifica che non è mai andata in porto. Quale le sembra l’orientamento della nuova Commissione?

La nuova Commissione, in una risposta ad una lettera cofirmata da me insieme ad altri colleghi, ha espresso la volontà di sviluppare un nuovo approccio di autorizzazione degli OGM basato su considerazioni di sostenibilità. Si è inoltre impegnata a proteggere la biodiversità e a fermare l’importazione di pesticidi banditi dall’UE nella sua Strategia sulla Biodiversità. Eppure, nonostante i proclami, nei fatti continua ad approvare prodotti geneticamente modificati.

· Mi faccia una lista degli interessi in gioco in campo di organismi geneticamente modificati

Ci sono in gioco i forti interessi dell’industria biotech, delle imprese sementiere internazionali e in generale delle lobby dell’agricoltura industriale che vorrebbero accaparrarsi il controllo delle filiere agroalimentari: a farne le spese sarebbe l’intera popolazione, che rischia di perdere il controllo sulla produzione alimentare.

· Quali potrebbero essere le conseguenze sulle micro-imprese agricole italiane?

Le conseguenze per le piccole imprese agricole italiane potrebbero essere devastanti. I nuovi OGM rafforzerebbero ulteriormente l’agricoltura intensiva, monocultura e dipendente dai pesticidi, che è causa di perdita di biodiversità, deterioramento dei suoli, incremento delle emissioni inquinanti a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini.

I nuovi OGM non sono certamente lo strumento adatto per difendere la tradizione agricola italiana, anzi, rappresentano una minaccia per le piccole e medie produzioni locali e per tutto il comparto delle produzioni biologiche e di qualità che caratterizza il Made in Italy.

· Quali sono i prossimi passi europei in questo ambito?

Nei prossimi mesi sarà effettuata una valutazione d’impatto comprendente una consultazione pubblica per discutere l’elaborazione di un nuovo quadro giuridico per i nuovi OGM.

Lo studio sui nuovi OGM, pubblicato dalla Commissione europea lo scorso 29 aprile, è stato presentato e discusso qualche giorno fa (lunedì 10 maggio) in Commissione ambiente del PE e verrà discusso anche dai Ministri UE dell’Agricoltura il prossimo 31 maggio.

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