• eleonora evi

LA SALUTE DI ASSANGE SEMPRE PIÙ A RISCHIO, CHIEDIAMO LA SUA SCARCERAZIONE IMMEDIATA


“Nessuno può essere estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”, così cita l'articolo 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE. Eppure Julian Assange è detenuto nel Regno Unito da più di un anno, senza alcuna condanna ma esclusivamente sulla base di una richiesta di estradizione negli Stati Uniti, dove rischierebbe di affrontare la pena di morte.


L'udienza di estradizione di Assange è stata rinviata a causa della pandemia di Covid-19 e potrebbe dover attendere altri sei mesi. Ma la diffusione del Covid-19 rappresenta per lui un rischio potenzialmente fatale. Assange soffre infatti di vari problemi di salute, tra cui problemi respiratori, che lo rendono particolarmente vulnerabile al virus Covid-19.


A causa delle misure restrittive per il Covid-19, le condizioni del suo isolamento sono state ulteriormente irrigidite, negandogli tutte le visite in carcere e costringendolo all’isolamento per 23 ore al giorno: la sua salute, psicologica e fisica, sta rapidamente peggiorando. Per questo ho ritenuto necessario sostenere le iniziative parlamentari volte a chiedere il rilascio immediato di Julian Assange. La Gran Bretagna comprenda la gravità della situazione e sia salvaguardata l’incolumità di un uomo che, col coraggio delle sue azioni, ha svelato condotte illegali di lobby ed istituzioni ed ha aiutato il mondo a capire che bisognava riformare il modo in cui i cittadini si occupavano di politica.

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