ANCHE LE NAVI DOVRANNO RIDURRE LE EMISSIONI


Le grandi navi sono responsabili del 13% di tutti i gas serra dell'Unione Europea per il settore dei trasporti eppure finora non hanno mai pagato per le loro emissioni, come invece è stato imposto da tempo alle compagnie aeree.


Con il nuovo regolamento approvato in plenaria però il Parlamento europeo dimostra una forte volontà politica di affrontare di petto una situazione che non è più accettabile.


Chi inquina deve pagare, e anche il trasporto navale deve conformarsi agli obiettivi collettivi di taglio delle emissioni. L'adattamento sarà graduale, con riduzioni calcolate sulla media delle emissioni dell'intera flotta delle compagnie, così non sarà obbligatorio cambiare tutte le navi in una volta sola, ma incanaliamo il settore su una traiettoria virtuosa e realizzabile.


Con il voto del Parlamento europeo abbiamo messo anche un altro tassello, a mio parere molto importante, ovvero il Fondo per gli oceani, che sarà finanziato con le tasse sulle emissioni e verrà reinvestito per rendere le navi e i porti più sostenibili a livello energetico. Il 20% poi verrà dedicato per proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini devastati dalla crisi climatica.


È poi fondamentale che venga introdotta una Area marina a basse emissioni nel Mediterraneo: siamo un Paese circondato dal mare e non possiamo far finta di non vedere che l'inquinamento dei mari arreca danni all'economia e alla salute di chi vive sulle coste.


Ora inizieranno i negoziati con la Commissione e il Consiglio europeo, e mi aspetto che venga dato seguito agli annunci fatti da Von der Leyen sulla riduzione delle emissioni entro il 2030. Il tempo di agire è ora, non possiamo più permetterci greenwashing o tentennamenti.

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