COP26: TANTO RUMORE PER NULLA



Decisamente più ombre che luci in questa #COP26 anticipata da sfavillanti promesse, e che rischia di essere archiviata sotto la voce delusioni storiche.

La bozza di decisione finale ha messo in evidenza rinvii e buoni propositi, senza tracce di impegni vincolanti ed obiettivi concreti da raggiungere in date precise.

E ancora: l’impegno sulle #auto ad #emissioni zero entro il 2040 a livello globale ed entro il 2035 nei principali mercati registra l’assenza dell’Italia, sebbene sia il paese che detiene il triste primato europeo per densità di automobili (655 ogni mille abitanti) e la Pianura Padana risulti una delle aree più inquinate d’Europa. Come se non bastasse, l’impegno sulla #deforestazione indica come data il 2030, ignorando che paesi come il Brasile sono letteralmente devastati dal fenomeno. Ciliegina sulla torta, alla conferenza stampa contro l’inserimento del #nucleare nella tassonomia UE (che in pratica finanzierebbe il nucleare come investimento sostenibile) l’Italia non si è presentata, indizio importante sull’opinione di Cingolani in merito.

In attesa delle conclusioni finali di domani, questa COP26 si preannuncia come l’ennesimo nulla di fatto, in termini di decisioni determinanti. Dal punto di vista della passerella politica, invece, è tutta un’altra storia.

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