FUTURO DELLE RETI ENERGETICHE EUROPEE: BENE STOP AL PETROLIO, MA SUL GAS FOSSILE...



Ieri la Commissione europea ha presentato la sua proposta di revisione del Regolamento sulle reti energetiche transfrontaliere (TEN-E) con l'intenzione – almeno a parole – di allinearlo agli obiettivi del Green Deal.

La proposta contiene indubbiamente dei buoni propositi, perché mette uno stop ai finanziamenti a petrolio e gas e indica con chiarezza che la priorità sono le rinnovabili. Come accade troppo spesso, però, la Commissione lascia spalancata la "porta di servizio" ai colossi del gas, facendo sì che non sia troppo difficile ottenere ugualmente finanziamenti milionari grazie a etichette ambigue come "reti del gas smart" o "idrogeno blu".

Solo una rapida transizione a un sistema energetico efficiente e basato interamente sulle rinnovabili ci consentirà di superare la crisi climatica. Investire su infrastrutture ancora legate alle fonti fossili, come quelle per il trasporto e lo stoccaggio del carbonio, toglie risorse importantissime allo sviluppo delle rinnovabili su larga scala – per di più sprecandoli su infrastrutture poco efficienti e ben presto inutilizzabili.

Se l'Europa vuole davvero raggiungere gli obiettivi del Green Deal, deve assolutamente eliminare ogni tipo di ambiguità o cavillo che possa permettere alle fonti fossili di rientrare dalla finestra. E deve farlo in fretta, perché la crisi climatica non aspetterà i tempi della politica.

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