GREENS/EFA SU RACCOMANDAZIONI CITTADINI SU CLIMA, AMBIENTE E SALUTE



1. Raccomandiamo all'UE di prevedere sovvenzioni per l'agricoltura biologica, compresi incentivi per i pesticidi biologici, al fine di rendere i prodotti biologici economicamente più accessibili. È inoltre necessario un sostegno dell'UE all'istruzione in materia di agricoltura biologica e sostenibile per gli agricoltori, mentre si dovrebbero evitare le monocolture. È opportuno sostenere le aziende agricole biologiche di piccole dimensioni, le aziende non intensive e quelle con catene di approvvigionamento corte affinché possano diventare più competitive.


Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione e l'ulteriore sviluppo dell'agricoltura biologica nell'UE. Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo rifiutato la Politica Agricola Comune, perché non promuoverà il giusto modello agricolo di cui abbiamo bisogno per allontanarci dall'agricoltura industriale. La Commissione europea non dovrebbe convalidare quei piani Strategici Nazionali che non promuovono un sistema agricolo migliore e il sostegno all'agricoltura biologica. La prossima battaglia è la revisione della Direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi, che la Commissione europea dovrebbe presentare entro l'estate del 2022. Dobbiamo fare in modo che l'obiettivo di riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi diventi vincolante per l'Ue e che venga istituito un vero e proprio sistema di monitoraggio e di reporting per garantire che gli agricoltori riducano l’uso di pesticidi. L'attenzione deve spostarsi sulle alternative ai pesticidi sintetici.


2. Raccomandiamo che l'innovazione nell'agricoltura verticale sia sostenuta da investimenti dell'UE.


Verdi/ALE: a nostro avviso, questa raccomandazione richiede ulteriori chiarimenti e l'inserimento di alcune limitazioni e condizioni. L'agricoltura verticale è di solito fortemente dipendente da fertilizzanti ed energia, la maggior parte di origine fossile. L'agricoltura verticale si sforza di risolvere il problema del cambiamento dell'uso del suolo, eliminando la terra dall'equazione della produzione alimentare. Tuttavia, questo significa dover sostituire ciò che viene apportato dal terreno con input esterni. Inoltre, il problema del cambiamento di destinazione d'uso dei terreni è per lo più determinato dai prodotti di base (mangimi, materie prime per biocarburanti...). La fine dei biocarburanti basati sulle colture, la rilocalizzazione della produzione alimentare, la riduzione degli sprechi alimentari e la transizione dell'agricoltura verso l'agro-ecologia e l'agricoltura biologica risolverebbero il problema, pur continuando a praticare un'agricoltura basata sul suolo. L'agricoltura verticale può essere interessante se si utilizzano principalmente reflui riciclati e igienizzati, ma non deve essere vista come soluzione perfetta. I fondi destinati all'agricoltura verticale non dovrebbero essere sottratti all'agricoltura sostenibile basata sul suolo.


3. L'UE dovrebbe stabilire norme minime per la qualità degli alimenti, come pure per la loro tracciabilità e per l'uso di alimenti di stagione nelle mense scolastiche. È pertanto opportuno prevedere sovvenzioni per gli ingredienti sani nelle mense scolastiche al fine di garantire alimenti di elevata qualità e a prezzi accessibili per gli alunni.

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione, in quanto la qualità degli alimenti è un aspetto molto importante, spesso dimenticato rispetto alla "produzione" degli alimenti. L'UE deve applicare pienamente le normative sugli OGM, anche rispetto ai nuovi prodotti geneticamente modificati. Qualsiasi mossa per aggirare questa sentenza minerebbe il principio di precauzione ed esporrebbe i consumatori e l'ambiente a rischi inutili. Invitiamo dunque la Commissione europea ad adottare una proposta ambiziosa di un'etichettatura nutrizionale armonizzata e obbligatoria sulla parte anteriore della confezione, per consentire ai consumatori di fare scelte alimentari attente alla salute (per esempio, Nutriscore). Inoltre, la Commissione dovrebbe pubblicare entro la fine dell'anno una proposta legislativa sull'etichettatura del Paese d'origine, per richiedere l'indicazione dell'origine di alcuni prodotti. L'etichettatura di origine sugli alimenti dovrebbe essere (almeno) a livello nazionale (UE/non UE non è sufficiente) e dovrebbe diventare obbligatoria per i prodotti non trasformati, per quelli a singolo ingrediente e per gli ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento.

4. Raccomandiamo di investire in nuove piste ciclabili e nel miglioramento di quelle esistenti per rendere gli spostamenti in bicicletta sicuri e attraenti. Garantire che le attività di formazione sul codice della strada, in particolare per le biciclette elettriche e per le persone che non hanno la patente di guida, siano ampiamente disponibili in tutta Europa e per tutti i gruppi di età. I produttori di biciclette elettriche dovrebbero essere tenuti a fornire informazioni sull'uso delle biciclette elettriche e sui relativi rischi. Garantire la tutela giuridica dei ciclisti in caso di incidenti con veicoli (si veda la normativa dei Paesi Bassi). Sosteniamo la creazione di zone pedonali nelle città (senza danneggiare le zone commerciali). Nel complesso, attribuire priorità e ulteriori diritti ai ciclisti e ai pedoni nei confronti dei veicoli a motore, garantendo nel contempo la sicurezza stradale e il rispetto del codice della strada.


Verdi/ALE: Sosteniamo questa raccomandazione. Come Verdi/EFA, sosteniamo gli incentivi per il trasferimento modale, che ci porti da un approccio centrato sull'auto a un sostegno per una mobilità più attiva, inclusi gli spostamenti a piedi e in bicicletta. Per garantire questo spostamento modale, sono necessarie nuove infrastrutture, essenziali per favorire i pedoni e i ciclisti. Le zone libere dalle auto, la limitazione della velocità nelle città a 30 km/h e il miglioramento della sicurezza stradale sono elementi chiave che dovrebbero essere presi in considerazione nella futura pianificazione urbana. La Commissione europea ha pubblicato una comunicazione (non vincolante) sulla mobilità urbana nel dicembre 2021, che rappresenta un'iniziativa positiva che delinea una serie di misure da adottare per garantire che la mobilità nell'ambiente urbano diventi più pulita e sicura, con particolare attenzione al trasporto pubblico, alla mobilità attiva come la bicicletta, agli spostamenti a piedi e alla logistica urbana. Tuttavia, gran parte delle iniziative per la mobilità urbana ricadono sotto il principio di sussidiarietà, per cui il successo di questa iniziativa dipenderà in gran parte dagli Stati membri che risponderanno volontariamente agli inviti all'azione.

5. Consigliamo l’introduzione del tema della produzione di cibo, parte integrante dell’istruzione pubblica. Sovvenzionare e sostenere la creazione di orti nelle scuole, se possibile, e progetti di giardinaggio urbano per spazi pubblici e privati. La necessità di spazio, acqua e infrastrutture di supporto deve far parte dei quadri di pianificazione urbana. Ad esempio, gli ex parcheggi potrebbero essere utilizzati per l'inverdimento, il giardinaggio verticale sugli edifici, oppure si potrebbe imporre l'obbligo di includere spazi verdi per ottenere i permessi di costruzione. Condividere le pratiche innovative ed esemplari in tutti gli Stati membri".

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione, poiché l'educazione svolge un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione alla transizione ecologica. Nell'Unione europea sono già molti i comuni e le organizzazioni guidate dai cittadini coinvolti in progetti per contribuire ad alleviare la crisi climatica e a passare a città a zero emissioni di CO2. Queste iniziative dovrebbero essere ulteriormente sostenute, anche con un aumento dei finanziamenti da parte dell'UE.


6. Raccomandiamo che l'UE adotti una direttiva che richieda specifici requisiti ambientali da soddisfare attraverso programmi di sviluppo urbano per rendere le città più verdi. La direttiva deve essere applicata alle proprietà e agli spazi privati e pubblici, come ad esempio i nuovi edifici in fase di sviluppo imponendo a questi ultimi standard minimi affinché siano il più possibile ecologici. Il termine "verde", in questo caso, si riferisce all'uso di fonti di energia rinnovabili, alla riduzione del consumo energetico, a bassi livelli di emissioni di CO2 e all'inclusione di piante nei progetti architettonici.


Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. Nel dicembre 2021, la Commissione europea ha pubblicato la revisione della Direttiva sul rendimento energetico degli edifici (EPBD), della quale i Greens/EFA sono stati i principali promotori al Parlamento europeo. Abbiamo bisogno di una direttiva EPBD ambiziosa per attuare l'ondata di rinnovamento, garantire la ripresa e la resilienza, combattere la povertà energetica causata dall'impennata dei prezzi dell'energia e raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica. L'attuale crisi dei prezzi dell'energia ha dimostrato ancora una volta che dobbiamo diventare meno dipendenti dalle importazioni di energia prodotta da combustibili fossili. Gli edifici possono essere trasformati in fonti energetiche, in particolare producendo energia rinnovabile sui tetti, immagazzinando il calore in case ben isolate e utilizzando tecnologie di pompe di calore efficienti e rinnovabili per la domanda di energia residua. Ciò contribuirà ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici e quindi a ridurre le bollette energetiche per i cittadini, a vantaggio soprattutto di coloro che sono a rischio di povertà energetica. Per assicurarsi che le famiglie vulnerabili siano protette, dovremmo allocare fondi mirati che diano loro tutele sociali, garantendo l'accessibilità economica degli alloggi a livello nazionale e locale.


7. Raccomandiamo all'UE che con l'assistenza degli Stati membri, sviluppi, adotti e applichi una carta comune europea su tutte le questioni ambientali. La Carta sarà il riferimento per gli Stati membri per sviluppare campagne periodiche di informazione e formazione, diffuse attraverso tutti i canali mediatici disponibili e un nuovo portale informativo dedicato. Queste campagne dovrebbero essere organizzate in tutta l'UE e a tutti i livelli per promuovere la consapevolezza ambientale tra tutti i cittadini.

Verdi/ALE: La sostenibilità necessita di un rafforzamento del diritto ambientale e una sua migliore applicazione a tutti i livelli, compresa l'azione legale contro chi lo infrange. Occorre garantire il diritto all'informazione e migliorare l'accesso alla giustizia ambientale per i cittadini e le organizzazioni della società civile. L'UE deve elaborare un nuovo e ambizioso programma d'azione per l'ambiente (non necessariamente sotto forma di una nuova Carta europea). Chiediamo anche l'istituzione di un tribunale ambientale internazionale per affrontare le violazioni del diritto ambientale internazionale più gravi. Siamo a favore di campagne di informazione e formazione periodiche, nonostante la consapevolezza ambientale sia già in crescita. Abbiamo bisogno di più azioni governative per garantire l'attuazione e il rispetto delle leggi ambientali dell'UE.


8. Raccomandiamo un sistema di etichettatura unificato e graduato che mostri l'intera traccia ecologica per ogni prodotto venduto in UE. I prodotti provenienti al di fuori dell'UE dovranno rispettare questo sistema di etichettatura in modo trasparente. Il sistema dovrebbe basarsi su criteri di etichettatura chiari e utilizzare, ad esempio, un codice QR che fornisca informazioni più approfondite sul prodotto.

Verdi/ALE: sosteniamo la richiesta di un sistema di etichettatura. Alla fine di marzo, la Commissione europea ha presentato una comunicazione sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde e una revisione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, con l'ambizione di rendere i prodotti sostenibili la norma. Insisteremo per ottenere obiettivi specifici e un calendario chiaro in linea con gli altri obiettivi del Green Deal. Oggi comprendere le numerose etichette ambientali e le iniziative ad esse connesse risulta difficile sia per i consumatori che per le aziende e gli altri attori del mercato. Ci sono più di 200 etichette ambientali presenti in UE, più di 450 in tutto il mondo e più di 80 iniziative e metodi di rendicontazione ampiamente utilizzati per le sole emissioni di carbonio. Inoltre, alcune aziende praticano il greenwashing, fingendo di avere un impatto positivo sull'ambiente. Le "affermazioni ecologiche" delle aziende dovrebbero essere sottoposte a un metodo standardizzato per valutare il loro impatto sull'ambiente. Dobbiamo fare in modo che le informazioni ambientali influenzino le decisioni dei cittadini.


9. Siamo a favore di maggiori investimenti finanziari per la ricerca di nuove fonti di energia eco-compatibili e nel frattempo foraggiare ulteriori investimenti nelle soluzioni ottimali già esistenti per la produzione di energia. Raccomandiamo inoltre di informare ed educare in maniera trasparente i cittadini europei sulle singole fonti di energia. Raccomandiamo vivamente alle generazioni attuali e future di tenere conto dell'intero impatto ecologico e sociale che riguarda il processo di produzione dell'energia.


Verdi/ALE: Siamo favorevoli a questa raccomandazione e a fornire ai cittadini maggiori informazioni sugli investimenti finanziari. Per questo motivo i Verdi/ALE hanno sostenuto la "tassonomia UE", una classificazione degli investimenti finanziari per determinare quali siano gli investimenti sostenibili. Purtroppo, la Commissione europea ha proposto di includere tra gli investimenti sostenibili il nucleare e il gas, una decisione alla quale ci opponiamo fermamente. Dobbiamo concentrarci sugli investimenti in energia rinnovabile e aumentare il nostro obiettivo UE entro il 2030 (attraverso la revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili).

10. Raccomandiamo una drastica riduzione dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici in tutti i tipi di aziende agricole, imponendo l'applicazione di standard comuni più rigidi, accelerando la ricerca sulle alternative naturali e sostenendo l'adozione delle nuove soluzioni, compresa la formazione degli agricoltori.


Verdi/ALE: Sosteniamo questa raccomandazione. Ci battiamo per un ambiente privo di sostanze tossiche e per la riduzione di pesticidi e fertilizzanti chimici. La prossima battaglia è la revisione della Direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi che la Commissione dovrà adottare intorno al giugno 2022. Dobbiamo fare in modo che l'obiettivo di riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi diventi vincolante per l'UE e che venga istituito un vero e proprio sistema di monitoraggio e rendicontazione per garantire che gli agricoltori riducano l’utilizzo dei pesticidi. L'attenzione dovrebbe essere focalizzata sulle alternative ai pesticidi sintetici.


11. Raccomandiamo l'estensione delle aree protette per la conservazione della biodiversità (compresi mammiferi, uccelli, insetti e piante) e il rafforzamento dello stato di diritto per quanto riguarda l'intervento umano in queste aree. Le aree protette saranno viste non solo come isole, ma come un continuum con le aree urbane più verdi, in armonia con gli standard UE.


Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione perché la protezione della natura e della biodiversità è assolutamente fondamentale per il nostro futuro. La Commissione europea presenterà presto una proposta di legge sul ripristino della natura (giugno 2022?) per garantire obiettivi giuridicamente vincolanti di ripristino della natura e degli ecosistemi degradati nell'UE. Chiediamo obiettivi ambiziosi e vincolanti: il 30% delle aree terrestri, marine e d'acqua dolce europee dovranno essere ripristinate entro il 2040, con un obiettivo intermedio del 15% entro il 2030. Inoltre, vogliamo arrestare la deforestazione e creare un “golden standard” per le foreste europee.


12. Raccomandiamo di reindirizzare i sussidi per l'agricoltura principalmente verso progetti di agricoltura sostenibile, che includano il rispetto della natura e dei lavoratori. I beneficiari dovrebbero rispettare chiari standard ambientali ed essere rigorosamente monitorati.


Verdi/ALE: Sosteniamo questa raccomandazione ed è per questo che non abbiamo votato a favore della nuova Politica agricola comune nel novembre 2021. I piani strategici nazionali degli Stati membri non dovrebbero essere convalidati dalla Commissione se non si concentrano sulla promozione di un sistema agricolo migliore e che punti al biologico. Purtroppo, l'attuale PAC non ci fa allontanare dal modello di agricoltura industriale.


13. Raccomandiamo che l'UE garantisca una concorrenza leale per i prodotti agricoli che rispettano l'ambiente, stabilendo standard più severi sia per i prodotti dell'UE che per quelli importati, assicurandone la tracciabilità, l'etichettatura e il controllo di qualità.

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. Come detto, chiediamo una politica agricola comune più verde, che sia in linea con gli obiettivi del Green Deal, dato il suo ruolo nella riduzione delle emissioni di gas serra. È necessario rafforzare i controlli sulla sicurezza alimentare, sulla resistenza antimicrobica, sul benessere degli animali, sulle normative ambientali e sull'uso e la presenza di pesticidi. L'UE, grazie alla sua posizione nel mercato alimentare mondiale, può svolgere un ruolo di primo piano nella creazione di un sistema alimentare più sostenibile ovunque, aumentando i propri standard e applicandoli alle importazioni. Gli standard ambientali e di benessere degli animali dovrebbero essere parte integrante di tutti i capitoli degli accordi commerciali. La cooperazione multilaterale e normativa potrebbe aiutare ulteriormente in questo sforzo. L'UE inoltre dovrebbe interrompere immediatamente l'esportazione di pesticidi il cui uso non è consentito nell'UE.


14. Raccomandiamo una rapida e massiccia riforestazione e imboschimento nell'UE, utilizzando anche aree con suolo degradato. Dovrebbero essere promosse nuove soluzioni più responsabili per un migliore utilizzo del legno, ad esempio sostituendo la plastica e altri materiali chimici, garantendo una maggiore efficienza energetica dalla biomassa, riciclando i prodotti in legno.


Greens/ALE: Oltre alla proposta di revisione di legge prevista per l'estate, dobbiamo prestare attenzione ai criteri di sostenibilità per la biomassa forestale, attualmente in fase di revisione nella Direttiva sulle energie rinnovabili. La Direttiva sulle Energie Rinnovabili è problematica in quanto incentiva fortemente l'uso della biomassa a fini energetici (elettricità e riscaldamento). Le centrali elettriche a legna rilasciano più CO2 nell'atmosfera per unità di energia rispetto alle centrali a carbone. La raccolta di alberi per bruciare legna per la bioenergia porta anche a una riduzione dei pozzi di carbonio delle foreste. Siamo per l'esclusione di tutte le biomasse forestali che implichino il sostegno finanziario (diretto o di altro tipo) e la loro esclusione dal computo degli obiettivi per le energie rinnovabili (l'obiettivo generale dell'UE deve essere almeno il 40% previsto per gli obiettivi settoriali).


15. Raccomandiamo l'eliminazione rapida e progressiva delle forme di imballaggio alimentare non sostenibili, compresi gli imballaggi in plastica e quelli in altri materiali non biodegradabili. Proponiamo di raggiungere questo obiettivo fornendo incentivi finanziari alle aziende che passano a forme di imballaggio completamente biodegradabili, investendo nella ricerca di alternative e introducendo sanzioni per quelle che non utilizzano imballaggi biodegradabili.


Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. Nel luglio 2022, la Commissione presenterà una revisione della direttiva sugli Imballaggi e i rifiuti di imballaggio per rafforzare i requisiti essenziali degli imballaggi e stabilire misure e obiettivi di prevenzione dei rifiuti di imballaggio a livello europeo. Entro il 2030 dobbiamo rendere tutti gli imballaggi riutilizzabili o riciclabili più economici. Siamo inoltre favorevoli a misure di riduzione dei rifiuti e a obiettivi vincolanti, nonché a requisiti essenziali ambiziosi per ridurre l'eccesso di imballaggi, anche nell’e-commerce.

16. Raccomandiamo di eliminare gradualmente gli allevamenti intensivi, inclusa l'eliminazione delle condizioni di vita irrispettose degli animali. Proponiamo l'introduzione di norme comuni per l'allevamento (ad esempio, numero massimo di animali, spazio esterno adeguato) e un maggiore investimento in metodi non intensivi (allevamento estensivo e sostenibile), fornendo incentivi finanziari e corsi di formazione alle aziende agricole per sostenere questo cambiamento.

Verdi/ALE: Sosteniamo questa raccomandazione. Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo respinto la PAC, perché non promuove il giusto modello agricolo di cui abbiamo bisogno per allontanarci dall'agricoltura industriale. La Commissione si è impegnata a rivedere il regolamento sul benessere degli animali durante il trasporto. La sfida sarà quella di garantire l'attuazione delle raccomandazioni del Parlamento europeo (ad esempio sulla riduzione della durata massima dei viaggi e sul trasporto al di fuori dell'UE). La Commissione ha anche annunciato una proposta legislativa nel 2023 per vietare l'allevamento in gabbia nell'UE, applicabile già dal 2027. Inoltre, nell'ambito della strategia Farm to Fork, la Commissione prenderà in considerazione l’etichettatura sul benessere animale e avrà in programma la revisione per migliorare la legislazione sul benessere animale (un'opportunità per dare seguito alla risoluzione del Parlamento europeo che chiede una tabella di marcia per eliminare gradualmente la sperimentazione animale).

17. Raccomandiamo di rafforzare i controlli sul divieto dell'uso non necessario di antibiotici e altri farmaci per animali negli additivi per mangimi: fatelo diventare realtà! Proponiamo che l'uso di antibiotici sia autorizzato negli allevamenti solo quando è assolutamente necessario per proteggere la salute e il benessere degli animali, invece che utilizzarli in modo preventivo. Inoltre, è necessario investire ulteriormente nella ricerca di antibiotici più efficienti, sviluppando alternative.


Verdi/ALE: Sosteniamo questa raccomandazione. La questione di come definire gli antibiotici del gruppo di riserva e di come somministrarli agli animali o all'uomo è stata oggetto di un acceso dibattito nell'estate del 2021. La causa scatenante è stata l'obiezione del gruppo Verdi/ALE al regolamento delegato della Commissione "che stabilisce i criteri per la designazione degli antimicrobici da riservare agli animali e agli esseri umani". Ogni anno nell'UE muoiono circa 33.000 persone a causa della resistenza agli antimicrobici - semplicemente non sono disponibili antibiotici che potrebbero fermare l'infezione batterica in certi pazienti. Attualmente il problema della multiresistenza è considerato una delle principali minacce per la salute. È di estrema importanza ridurre l'uso di antibiotici sia nella medicina veterinaria che in quella umana, come sottolineato anche dal piano “One Health” dell'UE. L'obiezione è stata respinta dal Parlamento europeo e la questione decisiva ora è quella di definire l'elenco finale degli antibiotici di riserva, che saranno completamente vietati per gli animali e destinati solamente all'uomo. Questa lista sarà stabilita attraverso un atto di esecuzione che sarà presentato nel 2022. Si tratta quindi di un tema di grande attualità.


18. Raccomandiamo che la legislazione europea dia chiarimenti sull'uso di sostanze ormonali e interferenti endocrini nella produzione di alimenti: il tipo, la quantità e l'esposizione del prodotto finale utilizzato. Tutti i prodotti alimentari che includono queste sostanze devono avere etichette dettagliate sulla confezione, che riportino queste informazioni e le ragioni del loro utilizzo. Inoltre, dobbiamo accelerare la ricerca sugli effetti delle sostanze ormonali e degli interferenti endocrini sulla salute umana.

Verdi/ALE: sosteniamo questa proposta. La Commissione dovrebbe presentare una revisione del regolamento sui materiali a contatto con gli alimenti. In questo contesto, chiediamo una procedura di autorizzazione armonizzata a livello europeo per tutti i materiali di imballaggio alimentare, che deve prevedere una procedura completa di valutazione del rischio, con la conseguente compilazione di liste positive di sostanze. La capacità di interferenza endocrina devono essere espressamente sottoposte ad una valutazione del rischio, compreso l'assorbimento a lungo termine e a basse dosi. Tutte le sostanze, comprese quelle in uso da diversi decenni, devono essere rivalutate in relazione alla loro capacità di interferenza endocrina.

19. Raccomandiamo di scoraggiare il consumo di alimenti trasformati tassando quelli non sani e investendo i fondi ricavati da questa tassazione su alimenti sani. Proponiamo di introdurre un sistema di punteggio a livello europeo per gli alimenti sani, basato sulle best practices degli Stati membri, per etichettare gli alimenti e informare i consumatori sulle loro proprietà salutari.

Verdi/EFA: sosteniamo questa raccomandazione. Chiediamo alla Commissione di adottare una proposta ambiziosa per un'etichettatura nutrizionale standard e obbligatoria sulla confezione, per consentire ai consumatori di fare scelte alimentari consapevoli (ad esempio, Nutriscore). La Commissione dovrebbe pubblicare entro la fine dell'anno una proposta legislativa sull'etichettatura del Paese d'origine, per conoscere la provenienza del prodotto. L'etichettatura dell'origine degli alimenti dovrebbe essere (almeno) a livello nazionale (UE/non UE non è sufficiente). Inoltre l'etichettatura dovrebbe essere obbligatoria per gli alimenti non trasformati, quelli composti da un solo ingrediente, e essere prevista per gli ingredienti che rappresentano più del 50% di un alimento.

20. Raccomandiamo che l'UE intraprenda più azioni che consentano e incentivino i consumatori a utilizzare i prodotti più a lungo. L'UE dovrebbe combattere l'obsolescenza programmata allungando la garanzia dei prodotti e fissando un prezzo massimo per i pezzi di ricambio dopo il periodo di garanzia. Tutti gli Stati membri dovrebbero introdurre un'agevolazione fiscale sui servizi di riparazione, come avviene in Svezia. I produttori dovrebbero essere tenuti a dichiarare la durata di vita prevista dei loro prodotti. L'UE dovrebbe fornire informazioni su come riutilizzare e riparare i prodotti attraverso l'educazione e l'uso di una piattaforma.

Verdi/ALE: alla fine di marzo 2022, la Commissione ha presentato un'iniziativa sui prodotti sostenibili. In questo contesto, abbiamo bisogno da parte dell'UE di obiettivi vincolanti per il 2030 per ridurre significativamente l'impronta ambientale dei materiali e dei consumi in UE e portarla all’interno di limiti sostenibili entro il 2050. Abbiamo inoltre bisogno di norme che impongano ai produttori di ridurre il consumo energetico dei loro prodotti, stabilendo standard minimi di efficienza energetica. Infine, dovremmo garantire la rapida finalizzazione del lavoro di progettazione ecologica esistente per l'elettronica e le TIC, in particolare per smartphone, tablet, computer, stampanti (comprese le cartucce), stazioni e sottosistemi di rete mobile e apparecchiature di rete.

21. Raccomandiamo che l'UE applichi standard produttivi ambientali più severi e garantisca condizioni di lavoro eque lungo l'intera catena produttiva. Gli standard di produzione dell'UE dovrebbero essere più sostenibili, armonizzati tra gli Stati membri e applicati ai prodotti importati. Dovrebbero essere assicurati standard sociali, come un salario di sussistenza per i lavoratori che producono i beni e buone norme di lavoro nelle fabbriche. I prodotti che non rispettano questi standard dovrebbero essere soggetti a eventuali conseguenze.


Verdi/ALE: Sosteniamo pienamente la richiesta di stabilire standard di produzione più severi dal punto di vista ambientale e condizioni di lavoro eque lungo l'intera catena di produzione. Stiamo cercando di raggiungere questo obiettivo lavorando attivamente sui negoziati in corso per la revisione della legislazione europea sulle batterie. Per quanto riguarda gli standard sociali, siamo a favore di standard minimi armonizzati ad alto livello. I prodotti importati dovrebbero essere conformi agli standard dei prodotti fabbricati nell'UE. Gli Stati membri dovrebbero destinare risorse adeguate affinché vengano applicate normative che garantiscano che non vi siano prodotti illegali sul mercato e che vengano ritirati nel caso in cui tali prodotti siano stati immessi sul mercato. È inoltre importante garantire un processo inclusivo nello sviluppo e nell'attuazione degli standard di produzione dell'UE (includendo, ad esempio, le ONG ambientaliste).


22. Raccomandiamo che l'UE e gli Stati membri introducano misure per limitare la pubblicità dei prodotti che danneggiano l'ambiente. I prodotti con un basso punteggio di sostenibilità dovrebbero avere un disclaimer obbligatorio su tutte le forme di pubblicità che mostri che sono dannosi per l'ambiente. Per i prodotti che non sono affatto sostenibili, l'UE dovrebbe vietare la pubblicità.

Verdi/ALE: Ogni anno, le aziende di tutto il mondo spendono 1.300 miliardi di euro in comunicazione commerciale e 600 miliardi di euro in pubblicità. Mentre in passato la pubblicità svolgeva un ruolo informativo per guidare i consumatori nelle loro scelte, oggi viene utilizzata prevalentemente per persuaderli. La pubblicità non solo fa aumentare il consumo globale, ma orienta i consumatori verso i marchi che investono di più su di essa, che il più delle volte non sono quelli più sostenibili e responsabili. Inoltre, la pubblicità è appannaggio di poche aziende, soprattutto grandi multinazionali. Le imprese del settore e le PMI non sono in grado di competere. È quindi fondamentale riconoscere la responsabilità dell'industria pubblicitaria e disciplinarne le pratiche partendo dalla regolamentazione dei contenuti e vietare le comunicazioni verdi infondate e pubblicità di prodotti o servizi dannosi per la salute pubblica o l'ambiente. Fornire informazioni trasparenti, responsabili e accurate aumenterà la fiducia dei consumatori nei prodotti e nei mercati, portando in ultima analisi a un consumo più sostenibile.

23. Raccomandiamo all'UE di predisporre e ampliare in modo omogeneo in tutta l'UE l'infrastruttura relativa ai sistemi di restituzione con cauzione per tutti gli imballaggi primari in vetro, plastica, alluminio, ecc. Ogniqualvolta possibile, i fabbricanti dovrebbero riutilizzare i contenitori restituiti sterilizzandoli, anziché semplicemente riciclando il materiale. Oltre ai contenitori per alimenti e bevande, il sistema dovrebbe includere anche altri tipi di bottiglie e contenitori, come i flaconi di shampoo".


Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione.

24. Raccomandiamo che venga promossa a livello europeo una maggiore implementazione delle politiche di economia circolare, rivolta sia alle imprese che ai cittadini, sotto forma di incentivi finanziari per coloro che la rispettano."

Verdi/ALE: l'economia circolare è un pilastro fondamentale del Green Deal europeo, che mira ad un minor utilizzo di risorse naturali e alla creazione di posti di lavoro sostenibili. La Commissione ha previsto due pacchetti nel 2022 (marzo e luglio), tra cui una revisione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile al fine di rendere i prodotti sostenibili la norma. Chiederemo obiettivi specifici e un calendario chiaro in linea con gli altri obiettivi del Green Deal. Il 2° pacchetto includerà un quadro normativo riguardante la plastica e una revisione della direttiva sugli imballaggi e i loro rifiuti, allo scopo di stabilire misure e obiettivi di prevenzione di questi ultimi a livello europeo. Abbiamo bisogno di un mercato europeo che promuova prodotti sostenibili, circolari, altamente performanti e sicuri lungo tutto il loro ciclo di vita, e che successivamente vengano raccolti, riutilizzati e riciclati.

25. Raccomandiamo che l'UE regolamenti: l'uso di imballaggi sicuri per l'ambiente (realizzati con prodotti biodegradabili o riciclabili e più durevoli ove possibile); e/o l'uso di imballaggi che occupino meno spazio e che contengano - anche con l’utilizzo di un QR code - le informazioni relative al processo di riciclaggio e/o allo smaltimento delle confezioni una volta utilizzate.

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. La Commissione europea ha presentato nel 2021 una proposta per rafforzare i requisiti essenziali degli imballaggi e stabilire misure e obiettivi di prevenzione dei rifiuti di imballaggio a livello europeo. Dobbiamo rendere tutti gli imballaggi riutilizzabili o riciclabili, in modo economicamente conveniente, entro il 2030. Siamo inoltre favorevoli a misure di riduzione dei rifiuti e appoggiamo l’introduzione di obiettivi vincolanti, nonché di requisiti essenziali ambiziosi per ridurre l'eccesso di imballaggio anche nell’e-commerce.

26. Raccomandiamo all'Unione europea di stabilire un quadro giuridico che consenta a tutti i consumatori europei un accesso migliore al mercato dei prodotti alimentari locali e di qualità con prezzi calmierati."


Verdi/ALE: sosteniamo la proposta. L'accesso di prodotti alimentari locali e di qualità a prezzi abbordabili è un obiettivo che dovrebbe estendersi a tutti i consumatori dell'UE. L'attuale Politica Agricola Comune (PAC) non favorirà purtroppo un cambio del modello agroeconomico verso una maggiore sostenibilità. Nonostante ciò, l'attuazione delle strategie "Farm to Fork" e"Biodiversity" e delle relative misure rappresenterebbe già un importante passo nella giusta direzione.

27. Raccomandiamo all'Unione europea di incoraggiare la ricerca e lo sviluppo, attraverso programmi di finanziamento, al fine di introdurre nel mercato europeo prodotti più sostenibili e accessibili. L'Unione europea deve promuovere consultazioni con i cittadini, a tutti i livelli decisionali, compreso quello locale, per individuare le loro esigenze in materia di prodotti sostenibili".

Verdi/ALE: Siamo favorevoli all’ulteriore ricerca e sviluppo di prodotti più sostenibili e accessibili. Tuttavia, riteniamo che già da ora si possa e si debba fare molto di più per introdurre tali prodotti sul mercato europeo. Abbiamo bisogno di un quadro legislativo chiaro per i prodotti sostenibili, che funga da stimolo per la ricerca e lo sviluppo in questo settore. Accogliamo quindi con favore la proposta legislativa della Commissione che punta a rendere i prodotti sostenibili la norma, stabilendo requisiti di ecodesign per diversi tipi di prodotto. Sosteniamo pienamente la partecipazione dei cittadini al processo decisionale.

28. Raccomandiamo all'Unione europea di trovare un meccanismo di regolamentazione per i prodotti del settore moda che entrano nel mercato comune. Questo meccanismo mirerebbe a incoraggiare un consumo migliore grazie a un indicatore che garantisca la vera sostenibilità del prodotto.


Verdi/ALE: alla fine di marzo, la Commissione ha presentato la Strategia europea sui prodotti tessili sostenibili. Il settore tessile ha un enorme impatto sul clima, sull'ambiente e sui diritti umani. L'UE dovrebbe fissare obiettivi climatici ambiziosi - in linea con il limite di 1,5°C fissato dall'Accordo di Parigi - basati sulle conoscenze scientifiche relative alle emissioni di gas a effetto serra prodotte in Europa e che derivano dal consumo di prodotti tessili.

Chiediamo un'azione forte da parte dell'Europa per ridurre il consumo di prodotti tessili, con maggiore focus sulla produzione invece che sui consumatori. Proponiamo inoltre il divieto di distruzione dei tessuti e l'allineamento con la classificazione tassonomica.

L'Agenzia europea per l'ambiente dovrebbe svolgere un ruolo maggiore nel valutare le misure messe in atto per contrastare l'impatto ambientale del settore, in relazione agli obiettivi della COP26. I modelli di business circolari devono diventare la norma e sostituire, anziché integrare, i modelli di business lineari.

29. Raccomandiamo che l'UE adotti misure per rendere obbligatori i filtri di CO2, soprattutto per le centrali a carbone finché saremo dipendenti dall'energia convenzionale. Inoltre l'UE fornisca aiuti finanziari agli Stati membri che non hanno risorse finanziarie per implementare i filtri di CO2. Il sostegno è subordinato al rispetto delle politiche climatiche dell'UE legate all'Accordo di Parigi, al Green Deal e a qualsiasi nuova legge sul clima. Si tratta di un passo concreto da compiere in parallelo agli investimenti sulla ricerca della produzione di energia sicura e che va a sostegno degli Stati membri nel raggiungimento progressivo degli obiettivi comuni di riduzione già fissati".

Verdi/ALE: Apprezziamo l'idea di catturare la CO2 emessa dalle centrali elettriche a combustibili fossili. Tuttavia, ci sono una serie di preoccupazioni e barriere che ostacolano l'introduzione della tecnologia di cattura e sequestro del carbonio (CCS) su larga scala che dovranno essere superate, quali:

- la garanzia della durata dello stoccaggio di C02 (che deve essere garantita per almeno centinaia di anni);

- il timore di un ritardo della disponibilità su larga scala della tecnologia di cattura rispetto all'urgenza di affrontare il cambiamento climatico. La CCS non dovrebbe essere usata come scusa per continuare l'estrazione di carbone e di altri combustibili fossili;

- dubbi su efficienza energetica totale: la cattura e il pompaggio della CO2 per centinaia di chilometri fino a uno stoccaggio adeguato richiede molta energia. La valutazione più attendibile oggi è che l'8-12% dell'energia totale di una centrale a carbone si perde con la cattura e lo stoccaggio, riducendo così i guadagni in termini di energia risparmiata da parte delle centrali a carbone più efficienti.


30. Raccomandiamo di limitare l'allevamento intensivo industriale degli animali per ridurre la produzione di metano e l'inquinamento delle acque. A tal fine, l'UE deve rivedere la propria Politica agricola comune per indirizzare i finanziamenti pubblici a favore di un'agricoltura sostenibile e locale sostenuta, tra l'altro, da un sistema di etichettatura che consenta ai consumatori di riconoscere i prodotti a base di carne sostenibili. Inoltre, incoraggiamo l'UE a investire in metodi che riutilizzino i materiali di scarto della produzione animale e di altre industrie".

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. I mangimi animali rientrano tra i principali prodotti di base che contribuiscono al cambiamento dell'uso del suolo al di fuori dell'UE, mentre l'allevamento intensivo è tra le attività che maggiormente contribuiscono alle emissioni di gas serra, nonché la fonte di un massiccio inquinamento dell'acqua e del suolo. Il consumo eccessivo di prodotti animali è anche un problema per la salute. Tutti i sussidi dell'UE agli allevatori animali, e in particolare i sostegni accoppiati alla PAC, dovrebbero essere rigorosamente condizionati a standard ambientali, e concessi solo agli allevamenti estensivi a terra (senza mangimifici) e al rispetto delle norme sull'acqua e sui nitrati.


31. Ricordiamo inoltre che, sebbene la generazione di idrogeno verde sia un processo ad alta intensità di costi, in quanto occorre produrre il 75% di energia per ottenere il 25% di idrogeno, questo tipo di energia presenta molteplici lati positivi. La soluzione migliore può essere quella di produrre energia senza CO2 mentre sviluppiamo l'idrogeno verde. L'energia eolica dovrebbe essere utilizzata per la produzione di idrogeno verde e l'UE dovrebbe fare maggiori investimenti e aumentare la produzione di energia eolica, oltre a immagazzinarla per scopi futuri".


Verdi/ALE: siamo a favore dello sviluppo di energie rinnovabili e ci stiamo battendo e ci batteremo nelle negoziazioni sulla revisione della Direttiva sulle Energie Rinnovabili per ottenere un obiettivo UE vincolante e ambizioso in questo ambito entro il 2030. Riteniamo che l'idrogeno verde debba essere privilegiato per i settori in cui l'elettrificazione diretta non è possibile e per i quali non esistono altre alternative. Si tratta di settori quali il trasporto marittimo o quelli che coinvolgono industrie pesanti e grandi veicoli commerciali. D'altra parte, dovremmo promuovere l'efficienza energetica (per ridurre in primis il consumo di energia) e l'elettrificazione dove possibile, ad esempio negli edifici, nei trasporti e nell'industria. Nell'UE dovremmo etichettare come idrogeno verde solo quello che proviene da fonti energetiche rinnovabili aggiuntive al 100%.

32. Raccomandiamo che l'UE istituisca un sistema di sanzioni e di premi per combattere l'inquinamento di acqua, suolo, aria e radiazioni. L’applicazione di multe per chi inquina dovrà essere necessariamente supportata da un'organizzazione di esperti, specificamente istituita per aiutare gli enti a eliminare l'inquinamento e ripristinare l'ecosistema. Questa organizzazione di esperti dovrebbe avere un ruolo di primo piano nella prevenzione e nel controllo del livello di inquinamento".


Verdi/ALE: il 12 maggio 2021, la Commissione ha adottato il piano d'azione dell'UE "Verso un inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo". Il piano definisce la visione generale secondo cui, entro il 2050, l'inquinamento sarà ridotto a livelli non più considerati dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali. Chiediamo attivamente la definizione di criteri armonizzati per l'applicazione della legislazione europea, anche per quanto riguarda l'inquinamento. I Verdi sono favorevoli a "nominare e svergognare" gli inquinatori. È difficile incaricare di questo compito le agenzie che monitorano l'inquinamento (come ad esempio l'Agenzia europea dell'ambiente), in quanto ciò potrebbe rendere più difficile il monitoraggio dell'inquinamento stesso. Inoltre, non è possibile conferire loro poteri esecutivi. Riteniamo quindi che il "nominare e svergognare" debba essere fatto dalla Commissione in collaborazione con gli Stati membri. D'altro canto, saremmo favorevoli a estendere il mandato delle agenzie dell'UE pertinenti, affinché diventino organizzazioni di esperti in grado di fornire assistenza per l'eliminazione dell'inquinamento e il ripristino degli ecosistemi.

33. Raccomandiamo all'UE di creare uno speciale sito web/piattaforma verificata da più esperti con informazioni scientifiche ambientali regolarmente aggiornate e diversificate, che sia facilmente accessibile e trasparente per tutti i cittadini. Questo sito web/piattaforma deve essere collegato a un forum in cui cittadini ed esperti possono interagire. Consigliamo inoltre vivamente di avviare una campagna mediatica per promuovere questo sito/piattaforma (ad esempio attraverso social media come YouTube, TikTok, LinkedIn)".

Verdi/ALE: siamo favorevoli a iniziative volte a migliorare l'accesso alle informazioni per i cittadini. Esistono già molti siti web/piattaforme che forniscono informazioni di carattere scientifico, ad esempio sull'impatto dei cambiamenti climatici. Tuttavia, le cose possono sempre essere migliorate e si potrebbe lavorare sull'istituzione del Comitato scientifico consultivo indipendente sui cambiamenti climatici (come concordato nella legge sul clima dell'UE), composto da 15 esperti scientifici che garantiranno un'attività legislativa basata su prove e che forniranno consulenza "scientifica" ai responsabili politici sull'allineamento delle politiche dell'UE con gli impegni assunti dall'Unione nell'ambito dell'Accordo di Parigi.

34. Raccomandiamo che l'UE riduca la quantità di beni importati che non soddisfano gli standard comunitari in termini di impronta ecologica".

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione che potrebbe partire dalla questione della deforestazione. Soia, carne bovina e olio di palma sono responsabili di circa l'80% della deforestazione tropicale nel mondo. L'UE è responsabile del 7-10% del consumo globale di colture e prodotti zootecnici associati alla deforestazione nei rispettivi Paesi d'origine ed è uno dei principali importatori di prodotti legati alla deforestazione. Per questo motivo, chiediamo un campo di applicazione più ampio e obiettivi più elevati nella proposta di regolamento sui prodotti esenti da deforestazione (presentata nel novembre 2021).

35. Raccomandiamo che l'UE incoraggi, promuova e faciliti il dialogo sui cambiamenti climatici tra tutti i livelli decisionali, da quello locale (cittadini) a quello globale (nazionale, internazionale e intercontinentale), per soddisfare le preoccupazioni di tutte le parti coinvolte."

Verdi/ALE: per costruire un'Europa all'altezza dei suoi cittadini, la democrazia deve essere rafforzata. Il quadro istituzionale dell'UE deve trasformarsi in una democrazia multilivello completa, in cui tutte le decisioni pubbliche siano prese in modo trasparente da rappresentanti eletti e politicamente responsabili. Questo quadro deve consentire ai cittadini di essere coinvolti attivamente per avere il potere di cambiare l'Europa in meglio. Pertanto, l'attività di lobbying deve diventare trasparente, con regole vincolanti. Per questo motivo siamo al fianco dei movimenti che promuovono la solidarietà, la responsabilità ambientale e climatica, lo stato di diritto, il femminismo, la giustizia e la libertà. Questi sono i valori verdi fondamentali che perseguiamo nella ricerca della democrazia popolare.

36. Raccomandiamo che l'UE sostenga finanziariamente gli Stati membri per migliorare la connettività delle aree rurali. Ciò dovrebbe essere fatto sviluppando una rete europea di trasporto pubblico con prezzi accessibili (dando priorità alle ferrovie) e fornendo incentivi all'uso del trasporto pubblico. A tal fine, nelle aree rurali dovrebbe essere sviluppata anche la connessione a Internet in tempi brevi e realistici".

Verdi/ALE: sosteniamo questa raccomandazione. Abbiamo bisogno di una visione concreta del settore ferroviario europeo, che passi da un approccio "a mosaico" a un approccio di rete. L'obiettivo generale sarebbe quello di facilitare il necessario "trasferimento modale" o, in altre parole, il passaggio di persone e merci dall’uso dell’aereo e dalla strada a quello della ferrovia. Dobbiamo pensare alle ferrovie come a delle reti. Nessuno viaggia da stazione a stazione, ma da porta a porta. Ciò che conta è la qualità, l'affidabilità e la fluidità dell'intera catena di trasporto. L'attuale concentrazione su pochi progetti ad alta velocità, che assorbono la maggior parte dei fondi pubblici, fa aumentare i prezzi dell'intera rete e ostacola gli investimenti in una serie di progetti più piccoli e intelligenti, di cui beneficerebbe quotidianamente un numero molto maggiore di persone. Inoltre, è fondamentale migliorare l'accesso alle informazioni sugli orari e sui biglietti, in particolare per i viaggi transfrontalieri, e disporre di diritti dei passeggeri facilmente comprensibili e facilmente applicabili, compreso il biglietto di passaggio. Oltre a opzioni efficaci di mobilità sostenibile, per invertire la tendenza all'esodo rurale è fondamentale espandere e migliorare la qualità della connettività in campo digitale oltre le aree urbane e in tutto il territorio.

37. Raccomandiamo di migliorare le infrastrutture di trasporto esistenti, incluse quelle in disuso e quelle che necessitano di un miglioramento dal punto di vista ecologico (implementazione di treni elettrici). Questo processo dovrebbe essere fatto con l'intenzione di non danneggiare le aree protette dal punto di vista ambientale".

Verdi/ALE: per creare una vera rete di trasporti non possiamo concentrarci solo sui collegamenti tra le città principali, ma dobbiamo anche rafforzare quelli regionali. I collegamenti attualmente mancanti, in particolare nel settore ferroviario, sono evidenti nelle aree transfrontaliere, dove in molti casi le linee precedentemente esistenti si sono degradate e sono state abbandonate. La quota di mercato della ferrovia nell'UE è solo del 7,8%, quindi la ferrovia dovrebbe essere incentivata per i viaggi privati e d'affari potenziando ulteriormente i treni notturni e vietando i voli a corto raggio quando esiste un'alternativa in treno per lo stesso percorso, inferiore alle sei ore. I Verdi/ALE promuovono una mobilità efficiente dal punto di vista energetico: dovremmo rafforzare il trasporto pubblico e incoraggiare il trasferimento modale verso opzioni a più basso consumo energetico sia per il trasporto di passeggeri che di merci, compresi gli spostamenti a piedi, in bicicletta e l'uso di biciclette elettriche. È necessario promuovere in maniera mirata una mobilità più efficiente dal punto di vista energetico invece che promuovere lo spostamento in auto private. A tal fine, le tariffe del trasporto pubblico devono essere ulteriormente ridotte per incoraggiare il trasferimento modale. Inoltre, è necessario adottare ulteriori misure che incentivino il car sharing, il car pooling e il pooling delle merci e creare incentivi alla micromobilità, agli spostamenti a piedi e in bicicletta. In aggiunta, oltre a promuovere l'elettrificazione laddove possibile, per rispettare gli obiettivi climatici è importante eseguire sistematicamente valutazioni degli impatti sul clima e sulla biodiversità lungo tutto il ciclo di vita, al fine di stabilire una chiara priorità sui progetti più vantaggiosi in termini di riduzione complessiva dei gas serra entro il 2030 e il 2050.

38. Consigliamo all'UE di promuovere l'acquisto di veicoli elettrici che rispettino buoni standard di durata delle batterie. Ciò potrebbe essere fatto attraverso incentivi comunitari applicabili a tutti gli Stati membri e migliorando le infrastrutture elettriche. Allo stesso tempo, l'UE dovrebbe investire nello sviluppo di altre tecnologie non inquinanti, come i biocarburanti e l'idrogeno e per quei veicoli come le imbarcazioni e i camion la cui elettrificazione è difficile da realizzare".

Verdi/ALE: sosteniamo lo stop dei veicoli con motore a combustione entro il 2030 e una maggiore diffusione dei veicoli elettrici nell'Unione Europea, insieme alle infrastrutture di ricarica necessarie per sostenere questo sviluppo. Tuttavia, è chiaro che la semplice sostituzione di un sistema di propulsione con un altro non sarà sufficiente per raggiungere i nostri obiettivi climatici e, come spiegato in precedenza, sosteniamo anche un cambiamento modale, per abbandonare un approccio incentrato sull'automobile e sviluppare mezzi di trasporto alternativi, tra cui il treno, il trasporto pubblico, la bicicletta e gli spostamenti a piedi. Alla luce delle sfide per la loro produzione e della domanda da parte di altri settori difficili da decarbonizzare come l'industria pesante, i biocarburanti e l'idrogeno prodotto da energia rinnovabile dovrebbero essere utilizzati solo nei settori dell'aviazione e del trasporto marittimo, non facilmente elettrificabili.

Le colture utilizzate per la produzione di biocombustibili sono tra le principali fonti di cambiamento dell'uso del suolo, con impatto negativo sul clima. La presenza di queste colture va ad intaccare la quantità di suolo destinato alla produzione alimenta Le colture utilizzate per la produzione di biocombustibili sono tra le principali fonti di cambiamento dell'uso del suolo, con impatto negativo sul clima. La presenza di queste colture va ad intaccare la quantità di suolo destinato alla produzione alimentare, soprattutto nei Paesi in cui l'accesso al cibo è problematico. Siamo favorevoli a un rapido abbandono dei carburanti di origine vegetale e a uno sviluppo prudente dei biocarburanti (basati sui rifiuti), a condizione che questi ultimi non vengano utilizzati in sostituzione di materie prime fossili in altri settori.





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