IL PNRR TRADISCE LE LINEE GUIDA DEL NEXT GENERATION EU



Il #RecoveryPlan non può essere l’ennesima opportunità sprecata per l’Italia - dobbiamo portare il Paese sulla strada di uno sviluppo sostenibile, e affrontare in maniera adeguata le sue diseguaglianze di genere, generazionali e territoriali.

Leggi qui il nostro intervento sul blog del gruppo Greens/EFA in the European Parliament: https://bit.ly/3Aq9NWK

Lo avevamo denunciato con forza in una lettera che come gruppo parlamentare Greens/EFA abbiamo inviato alla Commissione europea, prima che approvasse il piano presentato dal governo Draghi. Un piano che nella sua versione originale prevedeva un lungo elenco di misure che tradivano le linee guida del #NextGenerationEU: investimenti in attività legate ai combustibili fossili, sostegno finanziario all'agricoltura intensiva, violazioni delle procedure per la Valutazione di Impatto Ambientale, e un generale disinteresse per le disparità regionali che i trattati UE prescrivono di risolvere.

Grazie al nostro intervento, nel piano finale approvato da Bruxelles ci sono state delle migliorie sostanziali: Si è ridotto il peso degli investimenti verso i fossili, gas compreso, con tagli ai fondi per veicoli e macchinari alimentati a gasolio o metano e ponendo limiti di spesa per le caldaie a gas nell'ambito del “Superbonus 110”. La Commissione ha di fatto sconfessato il piano del governo sull’ex #Ilva e in generale sull’uso dell’idrogeno alimentato dal gas per la decarbonizzazione dei settori industriale e dei trasporti. Grazie al nostro intervento, ora l'Italia potrà finanziare solo progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per studiare la produzione di acciaio dal cosiddetto “idrogeno verde”, basato su fonti energetiche rinnovabili. Abbiamo spinto per inserire ulteriori progetti per il Sud, che era stato trascurato dal piano di Draghi e privato delle grandi opportunità di questi fondi. Ad esempio ci sono ora nuovi collegamenti ferroviari ad alta velocità e locali, ad esempio tra Palermo e Catania.

Questi successi, purtroppo, non cancellano il fatto che il Pnrr continua a essere inadeguato: si fa troppo poco per il clima, per il Sud, per le donne e per i giovani. Molto dipenderà anche da come il PNRR verrà attuato nella pratica, e per questo è necessario alzare il livello di guardia sui prossimi passi: noi lo abbiamo fatto e stiamo continuando a farlo.

Categorie
Archivio