LA COMMISSIONE INVESTE PER SOVVENZIONARE CONSUMO CARNE E LATTICINI



Ormai tutti sanno che la riduzione del consumo di carne e latticini è imprescindibile, sia per ragioni di salute che per ragioni ambientali. L’impatto della produzione di carne in termini di consumo di acqua, abuso di suolo ed emissioni è, infatti, devastante.

Secondo uno studio di Greenpeace, se vogliamo ridurre sufficientemente il contributo del settore alimentare alla crisi climatica in corso, il consumo di carne nell’Unione europea deve diminuire del 71% entro il 2030 e dell’81% entro il 2050.

Eppure negli ultimi 5 anni la Commissione europea ha speso la bellezza di 253 milioni di euro per programmi di promozione di carne e latticini. Solo il 19% dei finanziamenti sono stati destinati alla promozione di frutta e verdura. Va ancora peggio per il biologico a cui è andato malapena il 9% dei fondi.

Addirittura lo scorso anno, i soldi dei cittadini europei sono stati usati per finanziare la campagna “Become a Beefatarian”, diventa carnitariano, per incentivare il consumo di carne bovina. Contro questa assurda campagna mi ero attivata immediatamente presentando un’interrogazione parlamentare data la sua palese contraddizione con gli obiettivi del Green Deal e della strategia Farm to Fork. (https://bit.ly/3wQQJ1X)

Ci troviamo quindi in un’assurda situazione in cui l’UE anziché promuovere una netta riduzione dei consumi di carne e latticini, ne continua ad incentivare i consumi, quasi a valor invertire l’attuale tendenza che vede i consumi di prodotti animali ridursi o crescere più lentamente rispetto al passato.

Qui trovate lo studio di Greenpeace "Marketing Meat”:https://bit.ly/2Q1Y7Xw

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