PARLAMENTO EUROPEO: CINQUANTUNO VOLTE NO AGLI OGM



Comunicato stampa

Bruxelles, 17 Dicembre 2020

PARLAMENTO EUROPEO: CINQUANTUNO VOLTE NO AGLI OGM

"Il voto di oggi del Parlamento europeo, che respinge per la cinquantunesima volta la proposta della Commissione di approvare gli OGM, è un segnale chiaro e inequivocabile: i cittadini europei non vogliono organismi geneticamente modificati" – questo il commento a caldo dell'Eurodeputata dei Verdi europei Eleonora Evi.

"Quello di oggi è un copione che si ripete sempre uguale da cinque anni e che vede protagonisti, direi addirittura antagonisti, la Commissione europea - che continua ad avanzare proposte per l’approvazione degli OGM - e il Parlamento che, nel suo ruolo di portavoce delle istanze dei cittadini in Europa, le respinge" – prosegue l'europarlamentare.

"È arrivato il momento per la Commissione di ascoltare la voce dei rappresentanti dei cittadini europei e di smettere di autorizzare OGM nell’Unione Europea, in barba ai principi di democrazia. Soprattutto, è ora che la Commissione tenga fede agli impegni presi, in primis con la Strategia sulla Biodiversità, proteggendo la biodiversità e fermando l’importazione di pesticidi banditi dall’UE. In secondo luogo dando seguito con i fatti alla volontà di sviluppare un nuovo approccio di autorizzazione degli OGM basato su considerazioni di sostenibilità, così come espresso in risposta ad una lettera cofirmata da me insieme ad altri colleghi".

Le buone intenzioni della Commissione, infatti, vengono puntualmente smentite dall’approvazione di organismi geneticamente modificati, la cui coltivazione causa gravissimi danni ambientali nei Paesi produttori. I dati parlano chiaro: la coltivazione della soia OGM è una delle principali cause di deforestazione nel mondo, in particolare nella foresta Amazzonica e in Sud America, dove ben il 97% e il 100% della soia coltivata rispettivamente in Brasile e in Argentina è geneticamente modificato. Un dato ancora più allarmante se si pensa che un quantitativo enorme viene utilizzato come mangime negli allevamenti intensivi e industriali, tra i maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.

"Troppi i vuoti da colmare: ad oggi, nonostante le nostre numerose sollecitazioni, non abbiamo ancora una valutazione degli erbicidi tolleranti agli OGM e i loro residui. Un vuoto preoccupante se pensiamo che alcuni erbicidi, come il glufosinate, possono provocare effetti dannosi all’apparato riproduttivo. Ancora, manca anche una valutazione della tossicità dei Bt toxins, prodotti da molte piante OGM per contrastare gli insetti nocivi" – aggiunge Eleonora Evi. "Infine, in riferimento alla situazione italiana, vorrei esprimere la mia preoccupazione sui decreti legislativi in fase di discussione alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, che rischiano di introdurre la produzione e commercializzazione di varietà ottenute con la tecnica di ricombinazione genetica (NBT), cioè i cosiddetti “nuovi OGM”, in contrasto con la sentenza della Corte di Giustizia UE che li equipara a quelli tradizionali. Una situazione denunciata anche da numerose associazioni ambientaliste, come FerderBio, Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente e WWF, delle quali accolgo l’appello, chiedendo al governo italiano maggiore trasparenza e maggior rigore" – conclude la deputata dei Verdi europei.

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