REFERENDUM EUTANASIA LEGALE: BATTAGLIA DI CIVILTA’ CHE DOBBIAMO A NOI STESSI



Sono molto felice di aver partecipato all’incontro, tenutosi a Bruxelles, organizzato dal Comitato Promotore del Referendum EUTANASIA LEGALE. Con la mia presenza ho voluto testimoniare l’importanza fondamentale e imprescindibile che hanno i diritti umani e civili per Europa Verde.


La nostra visione di mondo prevede una società in cui tutti abbiano il diritto ad una vita dignitosa, indipendentemente dal genere, dall’orientamento sessuale, politico o religioso. E una vita non può definirsi veramente dignitosa se il diritto all’autodeterminazione non viene riconosciuto. Tutti gli individui devono avere il diritto inalienabile di dare alla propria vita, nel rispetto degli altri, il significato che maggiormente li rappresenta, allo stesso modo ognuno di noi deve veder riconosciuto il diritto inviolabile di decidere del proprio fine vita, così come avviene già in molto paesi.

Le difficoltà che si incontrano oggi lungo il percorso che porterà ad una eutanasia legalmente riconosciuta, sono le stesse che in passato si sono frapposte lungo il cammino di chi chiedeva il diritto al divorzio e all’aborto, tanto per citare due esempi. Ma le oltre 850 mila firme raccolte per questo referendum parlano di un’Italia diversa da quella che ci viene raccontata da ideologie e convenienze politiche retrograde e anacronistiche. Ognuna di queste firme parla di libertà e di coinvolgimento attivo dei cittadini che decidono di usare gli strumenti di democrazia partecipativa per sopperire alle eclatanti mancanze del Parlamento.


Ognuna di queste firme è un appello a onorare le tante persone che hanno rischiato il carcere per far progredire questo Paese, e una denuncia dell’inadeguatezza di una classe dirigente ostaggio di un vigliacco opportunismo che non può più essere tollerato.

Dobbiamo portare avanti e vincere questa battaglia di civiltà, lo dobbiamo a tutti quelli che non hanno voce, lo dobbiamo all’idea di Paese in cui vorremmo vivere, lo dobbiamo a noi stessi, per essere liberi fino alla fine.”

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