SI FACCIA CHIAREZZA SUI DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI LOMBARDI PROVOCATI DALL’INCENERITORE SILLA 2

Comunicato stampa

Bruxelles, 9 novembre 2020

ELEONORA EVI: SI FACCIA CHIAREZZA SUI DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI LOMBARDI PROVOCATI DALL’INCENERITORE SILLA 2

“Lo stato di salute dei cittadini di ben quaranta comuni della provincia di Milano è messo in serio pericolo dalle ricadute causate dall’inceneritore Silla 2” - così Eleonora Evi, eurodeputata del Movimento 5 Stelle e titolare della Commissione Ambiente al Parlamento Europeo, in merito ad un caso che da anni desta preoccupazione tra gli abitanti dei suddetti comuni.

Questi i fatti.

Nel 2017 si è costituito il cosiddetto CIS2, un Comitato intercomunale composto dagli abitanti dei cinque comuni attigui all’inceneritore Silla 2, ubicato nella zona nord-ovest di Milano, nei pressi del quartiere Figino e in grado di trattare oltre 500.000 tonnellate di rifiuti. Nello specifico, i comuni che fanno parte del Comitato sono: Milano MU7 (dove è ubicato l’inceneritore), Milano MU8, Pero, Rho, Cornaredo, Settimo Milanese.

La finalità del Comitato è quella di informare i cittadini sui rischi alla salute provocati dall’inceneritore, pertanto ha richiesto all’Agenzia di Tutela delle Salute (ATS) un’indagine epidemiologica su un territorio che da quarantacinque anni è soggetto a ricadute tossiche.

La suddetta indagine, che ha riguardato quaranta comuni della provincia di Milano, è stata condotta dalla ATS nel marzo del 2019, ma ha portato a risultati alquanto discutibili, di cui il Comitato, avvalendosi del supporto di epidemiologi e medici del territorio, evidenzia i punti deboli.

Lo studio ha rilevato i seguenti dati relativi alla salute della popolazione locale:

ü un eccesso del 71% della mortalità per cause respiratorie

ü un eccesso al pronto soccorso del 29% per cause cardiovascolari

ü un eccesso del 17% per cause respiratorie negli adulti

ü un eccesso di accessi al pronto soccorso nei bambini pari al 44%.

Tuttavia nelle conclusioni si legge:

“Occorre ribadire che gli eccessi di rischio non sono associabili con un nesso di causalità con le ricadute dell’inceneritore, considerando anche il limitato apporto dell’inceneritore alla esposizione cumulativa dell’area in studio (poco più dell’1% per gli ossidi di azoto)”.

Questa conclusione non può essere condivisibile, perché gli ossidi di azoto costituiscono semplicemente un tracciante delle ricadute, mentre gli effetti sono dovuti al complesso della miscela di emissione. Lo studio, inoltre, indica l’appartenenza alle basse classi sociali come fattore in grado di modificare potenzialmente lo stato di salute dei cittadini. Anche questa osservazione non è accettabile, in quanto non è in grado di spiegare la percentuale degli eccessi rilevati, attribuibili, invece, alle emissioni dell'inceneritore. E ancora: lo studio considera nell’elaborazione dei dati finali solo il primo ricovero dei cittadini, ma per valutare l'incidenza di patologie cardiovascolari e respiratorie, accanto alla misura della incidenza è essenziale tener conto del ripetersi del ricovero della stessa persona, perché ciò è indice di aggravamento della patologia.

In virtù delle suddette motivazioni, mi associo alle richieste del Comitato CIS2, ritenendo indispensabile che le conclusioni dello studio vengano sottoposte ad un nuovo esame e soprattutto ribadisco il mio impegno in Europa affinché le politiche di gestione dei rifiuti si affranchino dal ruolo degli inceneritori. È assolutamente necessario che le politiche europee, come il Piano di Azione dell’Economia circolare, vadano verso questa direzione: progettare modalità concrete per non produrre rifiuti, incentivare il riuso e il riciclo. Oggi un’efficace strategia per la gestione dei rifiuti deve dare priorità al recupero dei materiali e al trattamento biologico dei rifiuti, in linea con gli obiettivi climatici. In particolare l’incenerimento, oltre a causare la perdita di risorse, rappresenta un serio rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente a causa del rilascio nell’aria di pericolosi inquinanti - conclude Eleonora Evi.

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